CITAZIONE(Travis @ Feb 16 2005, 09:29 PM)

Si parla del daimyo Date Masamune, capo di una potente famiglia dell'epoca, i Date appunto....si in effetti è un po' particolare ma volevo mettervi in difficoltà

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Io non so' cose molto più importanti!!!
Quale shogun fece redigere il kenmu shikimoku? a quale legislazione già esistente si aggiungeva?
Byez
p.s.:torno tra poco ora mangio!!!!
prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr
Nel 1192 Yoritomo, a capo dei Minamoto, si proclama Shogun, "Signore della guerra", e nomina un governo a Kamakura, da cui prende nome il periodo, che inizia nel 1185 e termina nel 1333. Dopo la vittoria dei Minamoto, i membri delle casate cercavano di raggiungere i vertici del potere non diventando imperatori, ma sconfiggendo i propri avversari ed affermandosi Shogun.
Opponendosi alla pace ed alla licenziosità della corte di Kyoto, il bakufu (governo nominato dallo Shogun) incoraggiava l'austerità e la diffusione delle arti marziali.
I Samurai si diffusero molto in questo periodo, poichè seguivano numerosi i precetti dettati dal Bushido, il loro "stile di vita".
Nel 1213, dopo la morte di Yoritomo, la casata Hojo, a cui apparteneva la moglie, prese il potere; riuscirono a mantenere la loro posizione di reggenti fino al 1333. In questo periodo i Mongoli cercarono di invadere il Giappone due volte, nel 1274 e nel 1281. Nonostante fossero in inferiorità numerica, i Samurai resistettero all'ondata, impedendogli di penetrare nell'interno. Dopo che due tifoni ( Kamikaze o vento divino) si furono abbattuti sulla flotta mongola e l'ebbero distrutta, gli invasori si ritirarono.
Nel 1334 l'imperatore Kenmu riuscì e reinstaurare il suo potere e ad avere il controllo sul paese. Cosa era avvenuto?
Con il passare delle generazioni però i legami di fedeltà personale tra i feudatari e lo shôgun si erano progressivamente allentati. Per di più la difesa dalle invasioni mongole aveva prostrato il paese: lo sforzo eccezionale per fornire l'esercito di uomini, armi e vettovaglie su un periodo di decenni era ricaduto soprattutto sulle popolazioni contadine e sulle province occidentali. Anche se il risultato finale era stato positivo, la guerra (solamente difensiva) non aveva prodotto nessun bottino o territorio da spartire e lo shôgun non poteva in alcun modo ricompensare i propri alleati. Quindi all'inizio del XIV secolo crebbe il malcontento dei vassalli verso il bakufu e la famiglia Hôjô. A questo si aggiunse anche il malcontento del clero che sosteneva di aver avuto una parte determinante nella vittoria suscitando contro i barbari il kamikaze ["vento divino"] che aveva distrutto la flotta mongola.
Perciò quando l'Imperatore Go-Daigo (salito al trono nel 1318) si muove contro lo shôgun cercando di ristabilire il governo imperiale, riesce a trovare un grande seguito tra i vassalli. In un primo momento l'esercito imperiale viene sconfitto (1324) e l'Imperatore stesso viene catturato e confinato nell'isola di Oki (1331). Nel 1332 però Go-Daigo riesce a tornare in Giappone e a radunare ingenti forze: quasi tutti i vassalli del Kwantô (regione ricchissima, dove veniva prodotto il 60-70 per cento annuo del riso, principale nutrimento della nazione, e terra fertilissima fonte di dispute tra i Daimyo più potenti) si ribellano ai reggenti. Ashikaga Takauji, uno dei vassalli dello shôgun passati dalla parte dell'Imperatore, entra in Kyôto e rimette sul trono Go-Daigo (1333) mentre un altro grande feudatario, Nitta Yoshisada, distrugge Kamakura e stermina la famiglia Hôjô.
L'Imperatore Go-Daigo cerca di ristabilire il prestigio e il potere della corte di Heian limitando l'influenza dello shôgun (al cui posto egli nomina il proprio figlio) ma tale restaurazione del governo imperiale (nota con il nome di restaurazione Kenmu) ha breve durata (1333 - 1336). Questa parentesi fu breve, perché solo due anni più tardi Takauji, alla guida della casata Ashikaga, prese Kyoto e dopo la fuga dell'imperatore dalla città si proclamò Shogun, istituì un nuovo governo ed un nuovo Imperatore a Muromachi, vicino a Kyoto. Infatti Takauji è una persona estremamente risoluta e non esita a conquistare Kamakura autoproclamandosi shôgun e mettendosi apertamente in guerra con Go-Daigo. Dopo alterne vicende Takauji riesce a sconfiggere l'esercito imperiale guidato da Nitta Yoshisada, entra vittorioso in Kyôto, quindi depone Go-Daigo facendosi consegnare i tre sacri simboli del potere imperiale (la spada, lo specchio e la collana di gioielli ricurvi) e fa salire sul trono l'Imperatore Kômyô, che gli era favorevole e che lo confermò nella carica di Shôgun.
Racconta il Kojiki, testo sacro shintoista, che il Dio Susanoo, figlio del creatore delle isole nipponiche, viene esiliato nella regione di Izumo dove, ucciso il drago dalle otto teste si impossessa della spada Tsumugari, in seguito detta Kusanagi-no-tsurugi; la regala poi alla Dea solare Amaterasu che, al fine di assicurare il Giappone alla propria discendenza, invia nell'isola del Kyushu il Principe Ninigi munito di tale spada e da qui suo nipote muove alla conquista di tutto l'arcipelago.
Al compimento dell'impresa Jinmu 5° discendente della Dea Solare si proclama "Tenno - Imperatore del sole" in Yamato e la data del 660 a.C. viene tradizionalmente assunta come anno di fondazione dell'Impero.
I giapponesi tutt'oggi contano i loro Tenno (Imperatori) considerando appunto Jinmu come primo ed Akihito (1989) è il 125°; la legittimità del potere imperiale è rappresentata dai tre oggetti divini, lo specchio, il gioiello e la spada; quest'ultima, ritenuta quella divina della conquista di Izumo e di tutto il paese, è consegnata agli Imperatori il giorno della loro incoronazione.
Go-Daigo fugge, quindi, da Kyôto e si rifugia nell'impervia regione montuosa di Yoshino dove fonda una corte imperiale in esilio, sostenendo di aver consegnato al nemico solo una copia delle insegne regali e di essere quindi ancora il legittimo Imperatore.
Poiché naturalmente anche Kômyô pretendeva di essere il vero sovrano, ne nacque uno scisma imperiale che durò quasi 60 anni (periodo Nanbokuchô o "delle dinastie del Nord e del Sud", 1336 - 1392).
In questo modo il paese fu spaccato a metà: la Corte Settentrionale a Kyoto, guidata nominalmente dal nuovo imperatore, e la Corte Meridionale a Yoshino, dove risiedeva l'imperatore Kenmu.
In questo periodo fiorirono le arti legate alla guerra, le arti marziali, ed i Samurai si affermarono come classe sociale.
Dopo molte battaglie tra le due Corti, senza essere giunti a risultati definitivi, nel 1392 la Corte Meridionale si arrese ed il paese fu riunificato.
Durante questo periodo il nuovo Shogun Yoshimitsu Ashikaga riuscì a ristabilire buoni rapporti, specialmente commerciali, con la Cina e ad affermare sé e lo Stato soprattutto sulle province centrali, mentre perse buona parte della sua influenza sulle regioni più esterne.
Mentre il bakufu di Muromachi perdeva la sua autorità, nel paese andarono affermandosi nuove classi sociali e nuove casate reclamavano il potere.
Nel 1467 scoppiò la guerra Onin, che devastò il Giappone e si protrasse per dieci anni. Nel 1542 i primi missionari, Gesuiti portoghesi, importarono le prime armi da fuoco.
Già dal 1338 Ashikaga Takauji porta la sede dello shogunato a Kyoto e si trasferisce a Corte, forse non tenendo presente che ciò aveva prima di lui portato alla rovina le fam. Fujiwara e Taira. Si allentano pian piano i legami con i clan guerrieri della provincia del Kwanto ed i produttori agricoli.
7.- MUROMACHI (1392-1573- è il quartiere di Kyoto dove risiede lo Shogun)
Gli Shogun Ashikaga successivi, ad eccezione di Yoshimitsu, non riescono a tenere il paese sotto controllo e perdono l'appoggio di molte casate militari. I contadini si sollevano continuamente. Le casse dello Stato sono vuote. Nella seconda metà del 1400 il paese è in preda ad epidemie e gravissime carestie. Kyoto viene a trovarsi al centro degli scontri.
La complessità della situazione sfocia nella guerra civile, iniziata nell'Era Onin (1467) e durata quasi 100 anni (detta sengoku - il paese in guerra). Ai signori provinciali viene dato il controllo dei territori, così i guerrieri si trasformano in proprietari terrieri e signori feudali (Daimyo). I nobili di Corte sono alla rovina, i Daimyo si arricchiscono e si armano.
La famiglia imperiale nel 1500 è finanziariamente alla rovina; nel 1550 anche gli Ashikaga sono senza potere e senza soldi. La guerra Onin è assieme l'inizio della fine imperiale e shogunale. Nel paese inizia l'anarchia e cessa il potere centrale. Unici vincitori i grandi Daimyo, ricchi, potenti, militarmente preparati, pronti ad annettersi i territori dei perdenti. Pian piano si trasformano in veri e propri sovrani locali, incontrastati a causa delle loro rispettive forze militari. I bushi, i samurai, si pongono al di sopra dei disprezzati cortigiani, dei corrotti mercanti, dei rispettabili ma sottomessi contatini ed artigiani. Culto del Daimyo, della spada, dell'onore guerriero.
A metà del XVI° sec. circa 30 Daimyo detengono il potere su tutto il Giappone, anche se in totale sono circa 200, compresi i minori.
Nel 1542 e poi nel 1550 i Portoghesi "scoprono" il Giappone. Ingresso nel paese di missionari cristiani e delle armi da fuoco. Nel 1558 i Daimyo del Kyushu hanno cannoni nei loro arsenali di guerra.
Date Masamune (1566-1637) fù uno dei grandi guerrieri della storia giapponese, nonché fondatore di Sendai, conosciuta anche come “ la città degli alberi”, ove eresse il suo castello. Fù uno dei Daimyo più importanti del suo periodo. Ancora oggi esistono spade denominate Date Musamune.
Nel 1560 un Daimyo della ragione di Mikawa, Imagawa Yoshimoto, tenta di imporsi sugli altri grandi Daimyo, avanzando verso Kyoto per avere un'investitura dall'Imperatore e dallo Shogun. Attraversa la regione di Owari con un grosso esercito, ma un giovane signore del luogo lo affronta e lo sconfigge con solo 2000 bushi. Quel condottiero, discendente della famiglia Taira è Oda Nobunaga.
Dopo una serie di alleanze, di matrimoni politici e dopo la presa di Mino (1567) per mano di un capitano di nome Toyotomi Hideyoshi, nel 1568 Oda Nobunaga entra in Kyoto come difensore della legittimità imperiale.
Sempre con l'aiuto del capitano Toyotomi Hideyoshi, sconfitto Asakura signore di Echizen, sconfitto Asai Nagamasa cognato dello stesso Oda ed a lui ribellatosi, distrutti i 3000 templi buddhisti ed i monaci del Monte Hiei a lui ostili (1571), Oda Nobunaga è praticamente padrone del paese. Nel 1573 entra in Kyoto e depone lo Shogun: è la fine degli Ashikaga.
Il potere di Nobunaga sul Paese fu piuttosto breve e continuamente messo in rischio per le frequenti battaglie all'interno del Giappone.
Nel 1575 sconfisse la casata dei Takeda, che con la sua ascesa al potere aveva visto la possibilità di deporlo facilmente, nella battaglia di Nagashino.
La pace non durò a lungo, e dopo sette anni di guerre civili durante le quali ogni feudatario cercava di sopraffare quello confinante, Nobunaga fu assassinato. Riuscì a succedergli Toyotomi Hideyoshi, che attuò una politica interna repressiva ed una estera aggressiva. Dopo aver sequestrato le spade a tutti gli uomini che non rientravano nelle classi sociali di Samurai e nobili in quella che fu ricordata con il nome di "Caccia alle spade", cercò per due volte di invadere la Corea, fallendo in entrambe e morendo durante il ritorno dalla seconda campagna militare nel 1598.
Ieyasu della casata dei Tokugawa sconfisse i suoi avversari alla successione nella battaglia di Sekigahara nel 1600, e nel 1603 fu nominato Shogun. Il periodo che va dal 1573 al 1603 viene chiamato Azuchi Momoyama.
Dal periodo Edo al periodo Meiji
Dopo la nomina a Shogun, Ieyasu istituì il suo bakufu a Tokugawa, vicino ad Edo, attuale Tokyo. Ieyasu organizzò l'amministrazione dello Stato, in particolar modo le istituzioni politiche e sociali, su di un modello che non sarebbe variato per i successivi 265 anni.
Dopo aver riformato lo Stato, Ieyasu combattè i suoi nemici interni; nel 1615 distrusse la potente casata Toyotomi dopo aver preso e dato alle fiamme il loro castello di Osaka.
Cercando di "preservare" il popolo giapponese dalle influenze esterne, attuò una feroce persecuzione prima contro il Cristianesimo, poi contro tutto ciò che comportava un contatto con popolazioni straniere. Non ottenendo i risultati sperati, il bakufu di Tokugawa prese la drastica decisione di chiudere il Giappone al resto del mondo. I già indeboliti legami commerciali con Spagna, Belgio, Portogallo, Gran Bretagna, Cina e Corea si spezzarono del tutto. I precedenti contatti con i commercianti europei ed i missionari avevano prodotto dei cambiamenti: dopo le numerose conversioni al Cristianesimo, specialmente a Kyushu, il bakufu temeva che a questo pericolo si aggiungesse quello dell'ingente importazione di armi da fuoco. Permise di avere sporadici scambi commerciali ad alcuni mercanti olandesi, marginati sull'isola di Dejima nella baia di Nagasaki, e di visitare il Giappone alla dinastia regnante coreana.
Questa situazione durò fino al 1854, quando il commodoro americano Matthew Perry entrò nella baia di Tokyo con quattro navi, poi obbligò il Giappone ad aprire un numero limitato di porti per il commercio. L'esempio del commodoro Perry fu imitata da molti stati, e la situazione di debolezza politica del Giappone non permetteva alcun contrasto.
La situazione di pressione esterna sul Paese provocò una crisi gravissima che portò, oltre al crollo del bakufu di Tokugawa, allo sbriciolamento della struttura feudale dello Stato, che non era in grado di reggere ad una situazione interna di fragilità di queste proporzioni. Il collasso definitivo del sistema statale fu nel 1867, pochi anni dopo che l'imperatore Meiji era salito al trono.
Sotto l'imperatore Meiji il Giappone si modernizzò rapidamente; nel 1868 l'Imperatore riorganizzò lo Stato; promulgò una Costituzione che prevedeva l'esistenza di un parlamento ma la conservazione del potere nelle sue mani, e soprattutto del comando supremo dell'esercito. Invitò in Giappone scienziati ed esperti da tutto il mondo ed affidò a loro la trasformazione del Giappone da Paese agricolo a potenza industriale, si servì di agronomi americani per la pianificazione dell'agricoltura e della colonizzazione dell'Hokkaido. Meiji spostò definitavemente la capitale da Kyoto ad Edo (nel Kwanto), che ribattezzò Tokyo, cioè "capitale orientale". Furono abolite le classi sociali in cui la società era stata divisa durante tutta l'età feudale,
fra cui i Samurai, ( a cui ordinò di consegnare le due spade e a cui furono tagliati i codini).
L'era Meiji fu un periodo di grande fermento anche culturale, caratterizzata da grandi moti interni e dalla "scoperta" dei testi e dei concetti che erano stati prodotti dagli occidentali, e dalla forte censura che fu attuata su di essi.
La rinascita del Giappone sembrava miracolosa, ed ancor più rumorose furono due vittorie, riportate rispettivamente nella guerra contro la Cina nel 1894-95 e contro la Russia nel 1904-05. Con la prima acquisì l'isola di Taiwan, con la seconda il Sakhalin del sud. Queste due vittorie rinforzarono l'opinione comune dell'epoca, che affermava la superiorità dei Giapponesi su ogni altra popolazione.
La differenza con gli altri sembrava evidente: all'epoca infatti la leggenda, tramandata in un'antica cronaca, che raccontava come il primo imperatore giapponese fosse figlio della dea del sole Amaterasu ed i giapponesi discendenti per linea indiretta, era ritenuta vera, ed era persino insegnata nelle scuole; gli occidentali invece per loro stessa ammissione (dopo gli studi di Darwin) discendevano dalle scimmie.
Nel 1902 il Giappone stipula un'alleanza con la Gran Bretagna, al fianco della quale sarebbe entrato in guerra durante la Prima Guerra Mondiale e nel 1910 annette la Corea. Il periodo Meiji inizia nel 1868 con la Restaurazione e termina nel 1912 con la morte dell'imperatore Meiji.
A grosse lettere, questo è quanto di più interessante si dovrebbe sapere.
Naturalmente i piccoli episodi di questa epopea degli Shogun e dei Daimyo sono talmente specifici che bisogna chiedere al docente come intende focalizzare il periodo della guerra Onin, che fra l'altro dura circa dieci anni ed è una piccola mischia se misurata a fianco del congronto dell'invasione mongola del 1274-1281.
Sicuramente Il Periodo di Ieyasu Tokugawa è il periodo in cui furono sviluppati sistemi legislativi che furono i predecessori delle leggi del periodo Meiji, quindi le basi della legislazione che per tre secoli fù utilizzata in giappone. Il regno degli Shogun Tokugawa è anche il periodo in cui si svilupparono e fiorirono, in una civiltà chiusa, le più incantevoli e meravigliose opere artistiche: la forgiatura delle spade ( oltre novecento volte riforgiate su se stesse), l'arte del tessuto, l'arte del teatro, l'arte della formatura delle campane, la pittura, l'arte della ceramica, l'arte della chitarra giapponese ( Lo Shamisen) che è uno strumento musicale giapponese a tre corde, utilizzato per l'accompagnamento durante le rappresentazioni del teatro Kabuki e Bunraku.
Il progenitore dello shamisen era il sangen (o san xian in cinese) e proveniva dall'Asia Centrale. Esso presentava una cassa rotondeggiante ricoperta di pelle di serpente ed aveva tre corde che venivano pizzicate dalle dita munite di ditali appositi e veniva utilizzato nella musica per il teatro e come accompagnamento di ballate popolari.
Attualmente tutte queste arti stanno scomparendo. Il Governo Giapponese, per conservare le antiche, sapienti tradizioni artigianali, provenienti sopratutto dal periodo Tokugawa, retroterra culturale della civiltà Giapponese, ha nominato alcuni anziani giapponesi, esperti artigiani, TESORI VIVENTI del Giappone, con lo scopo di conservare per sempre le antiche tradizioni artigiane compreso il teatro Kabuki e l'arte dello Shamisen.
Papà Enky ( alias Ninurta)